Lalage Nydia Florio Hacker

BIOGRAFIA

Lalage Nydia Florio Hacker nasce a Torino il 13/05/1968, dopo essersi diplomata al “Collegio Mellerio Rosmini” di Domodossola, Lalage si iscrive alla Facoltà di Architettura di Torino dove studia per due anni e poi decide di frequentare l’Albertina Accademia di Belle Arti di Torino, Scuola di Decorazione, docente Nicola Maria Martino.

 Il percorso espositivo inizia subito in Italia e all’estero con una mostra personale presso l’Istituto Italiano di Cultura di Stoccarda.

Viandante, gira per l’Europa e torna in Italia. Si occupa di alcune mostre; ha due figli e torna in Accademia con Francesco Preverino per il biennio specialistico.

Cura una mostra sulla violenza sulle donne con il catalogo patrocinato dalla “Provincia di Torino”. Organizza il padiglione Italia al Master Olofsgarten di Stoccolma con una mostra di giovani artisti italiani “Nuova Figurazione” e prosegue con il percorso espositivo.

Per un breve periodo ha lavorato alla Galleria Dieffe di Torino fino a quando non ha ripreso i suoi viaggi da quando nel 2014 si è trasferita stabilmente prima a Mannheim e dopo due anni a Heidelberg, in Germania.

 Nel 2017 ha un profondo cambiamento nell’approccio alla pittura e nasce “ TABULA RASA”.

Da gennaio 2018 è ripresa l’attività espositiva tra Italia, Europa e Stati Uniti.

Nel settembre 2020 durante la pandemia Covid si è stabilita a Dundee, avviando nuovi progetti in Scozia.

 

TABLEAUX VIVANT

La rivelazione di ciò che ci portiamo dentro, quasi senza saperlo, ci sorprende come un ricordo assopito e risvegliato da un odore o un suono . Qualcosa che appartiene ad un canto notturno, ad una voce che dobbiamo avere il coraggio di ascoltare più spesso. La dimensione energetica del dipingere, la forza e la concentrazione dell’artista per determinare lo sviluppo formale dell’opera in un feed back costante, sono alcuni aspetti della creatività estetica che vanno oltre ogni analisi formale o storica. Lalage Florio ricorda con le sue opere estremamente essenziali ma ricche di una vasta  gamma dinamica e gestuale, colorate o tendenti alla monocromia, una stagione della pittura legata a dare impulso alle energie nascoste della psiche. L’artista rende gestuale la pittura, cercando anche di andare oltre il quadro, fuori dalla cornice con inserti di materiali come le stoffe che ampliano le forme in una direzione ambientale. Lavora sul confini degli stili e dei generi abbandonandosi all’istinto come altri si abbandonano alla ragione. Ma sempre in un orizzonte sperimentale di ricerca espressiva che non conosce intervalli. Vi è qualcosa di primordiale nella sua arte che colpisce direttamente, qualcosa di “naturale” come un sommovimento della terra, come un vento improvviso.

 La sua arte mette in luce quello che è nascosto nelle pieghe delle emozioni e nei segreti delle immagini. In questo senso è autenticamente icastica. In Lalage Florio anche la pittura è materia, perché scaturisce dalla profondità di un gesto misterioso. Non vi è mai ripetizione nel mondo delle forme perché ognuna contiene in sé un frammento di storia. In questo percorso anche la materia assorbe o riflette la luce come un idolo misterioso.

Soprattutto nelle opere di grandi dimensioni il suo gesto pittorico rivela immagini arcane, simboli affascinanti e misteriosi anche quando hanno l’apparente riconoscibilità di qualcosa di famigliare. Lalage Florio è un artista sapiente perché non ha nulla da dimostrare e tutto da conoscere.

Le tele ricucite sono un gesto d’amore verso la pittura ma anche il riflesso di una condizione psicologica in cui prevale un’idea riparatoria, di soluzione ai problemi e ai “tagli” emozionali. Vi è la gestualità di una pratica soprattutto femminile, la volontà di chiudere e saldare una lacerazione, la percezione che la dimensione psichica interiore abbia bisogno anche di una forma per esternare il processo  di sutura delle ferite.

Lalage non teme di non essere compresa, cerca una propria dimensione di equilibrio tra se stessa e il mondo esterno. E questo è sufficiente. Per lei l’arte è pura espressione. Mettere fuori qualcosa che ci si porta dentro e anche conoscersi attraverso quello che di fa, attraverso le forme che si compongono, i colori che si scelgono, la forza e violenza del colore che copre e attraversa le tele. Questa sfera espressiva è fondamentale nel suo lavoro perché è tra la tensione a rivelare e quella ad esprimere in modo strutturato, che si esplica un salto energetico quasi eruttivo e di grande potenza. L’artista si conosce mentre crea. L’opera viene fuori da un equilibrio instabile tra la pulsione e l’esperienza, cioè le forme destrutturate, che emergono dal dipingere. Da Picasso a Bacon, da Fautrier a Pollock l’urgenza della pittura si mescola con il risultato di opere che danno sostanza all’identità dell’artista. Così come emerge l’urgenza del cercare delle strade per esprimersi, per convogliare le energie psichiche ed emotive, versa una dimensione estetica che sia riconoscenza e anche sorpresa, apparizione dell’inatteso e piacere della scoperta.

Valerio Dehò

“TABULA RASA” MOSTRA DI LALANGE NYDIA HACKER

In piccolo o grande  formato , le immagini traducono in sintassi formale,   un linguaggio    ed una tecnica  di ricerca e sperimentazione originali.  La vitalità suggestiva di colori sinergici  ed il dinamismo  mostrano  il ritmo modulato di oggetti  rappresentati che  si trasformano e aggiunti a lane a garze  o a qualsiasi altra cosa  in continua evoluzione, sviluppano  un discorso profondo di sintesi. Pur mutando  mostrano segni rigorosi e sinergici  di nuovi palpiti di vita e ne trasmettono  la stessa energia creativa  ed una significativa  valenza iconico -concettuale . L’eloquente equilibrio stilistico di un suggestivo  cromatismo ,l’istintiva combinazione  di vari oggetti presi dalla realtà, rendono l’artista una geniale protagonista dell’arte contemporanea .

Mara Ferloni

Roma 30 ottobre 2020

FOTOLalage Nydia Florio Hacker

 

 

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